Ancora Serra… la risposta!

3 Luglio 2011

Serra Marcello

Sant’Emiliano, 3 luglio 2011

Ancora un serra nel basso Adriatico, dopo quello del mio amico Lorenzo ecco il mio. Pure della stessa “pezzatura”, di poco superiore ai 3 Kg.
Nel corso di una delle solite “capatine in patria” con fini  aulieutici, avevo già catturato il mio solito paio di polpi (per non smentire il nome di battaglia), un saraghetto  e qualche cefalo, quando intravedo una grossa salpa “cazzeggiare” fra i sassi del fondo. Decido di effettuare un agguato e mi immergo nascosto da un grosso masso, sperando di sorprenderla quando sarebbe sbucata da dietro. Una volta sul fondo, mi accorgo che non sono il solo che si interessa alla salpa… fermo fra gli scogli c’é pure un grosso serra che mi guarda con i suoi occhi “bovini”.
Il tempo di un attimo e lo “freddo”  lì dove si trovava, tremante ma immobile,  colpito evidentemente in un punto vitale.
Per la salpa ci sarà modo un’altra volta.
mastropolpo

Chi ben comincia …

5 Aprile 2011

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Dunque….dove eravamo rimasti.
Fortunatamente con i ricordi non devo andare molto in la…. Giusto al passato mese di dicembre quando conclusi la stagione 2010 con “un’orata storica”.

Non voglio rinvangare la straordinartietà della cattura per non sembrare presuntuoso (nella realtà fu un colpo di fortuna),  però vi voglio raccontare l’inizio della nuova stagione di pesca inagurata  il decorso 4 aprile. Proveniente da Bologna dove risiedo oramai da trent’anni sono  arrivato nella terra natia  nella mattinata del 4 aprile. Alle 11:00 ero già a Otranto e sono entrato in acqua desideroso di provare la mia nuova muta e soprattyutto le
mie nuove C4.

Naturalmente, a dispetto della mia scarsa condizione fisica e dei miei giudiziosi propositi iniziali sono rimasto in acqua, nonostante la scarsità di pesce, per quattro ore (non riuscivo a smettere). Come prima pescata ho preso tanto freddo, due cefali da mezzo chilo, una salpa  da 700 grammi e un polpo di tre chili. Però!!! Non male per essere la prima pescata. Il giorno successivo, causa il mare mosso ho saltato (in realtà è una scusa perchè mi sentivo a pezzi - volendo nelle località a sud di Otranto il mare era buono). Stessa cosa il terzo giorno questa voltà a causa di un impegno di famiglia. Il quarto giorno, dovendo ripartire in treno in serata e non potendo andarmene senza assaggiare il mare,  alle 10:00 ero in acqua in località Santo Stefano, marina a nord del comune di Otranto (già nota al maestro Mario per la cattura, due anni fa, di una piccola leccia di 10 kg).

Tre boe di segnalazione mi preannunciavano che non potevo avere  molte aspettitive di pesca perchè la mia pigrizia era stata anticipata dalla volenterosa dedizione di tre sub,  però avevo bisogno di allenarmi e quindi…. me ne sono fatta una ragione. Mai aspettativa fu più sbagliata!! Appena messa la testa in acqua due seppie partono da sotto le pinne. Carico il fucile e riesco a prendere la più grossa (più di 700 grammi). Dopo aver messo la seppia in cavetto ricarico l’arbalete. Percorsi  poco più di una vetina di metri scorgo alla mia destra un bellissimo pesce serra, in caccia di pescetti a ridosso della scogliera, a meno di un metro di profondità. Faccio una veloce capovolta e pinneggio a velocità massima sul fondo per anticiparlo (con le mie nuove c4 vado come un missile) . Poi risalgo. Il serra me lo trovo a tiro di arbalete, mi aveva superato di poco più di un metro.

Non scocco il colpo e mantengo il sangue freddo per alcuni istanti (mi è sembrata un’eternità) perchè avevo il pesce di coda. Appena mi ha dato un po più di bersaglio premo il grilletto. Centrato in pieno!!!. Non potevo crederci, una preda bellissima, al peso il pesce supererà i tre chili. Potete immaginare il resto della pescata. E’ stata a dir poco straordinariamente perfetta.

Appagato dalla cattura mi sono così rilassato che friuscivo a fare  apnee lunghissime e senza sforzo. Incredibilmente (almeno per me) non ho sbagliato un colpo. Non ho visto molto pesce però quello che ho visto l’ho catturato tutto a dispetto di qualsiasi difficoltà (due cefali da 6/700 grammi e una salpa da mezzo chilo). Ho chiuso la pescata poco prima di uscire dall’acqua, con un polpo di tre chili  e mezzo che mi ha fatto superare la quota consentita (spero di essere perdonato) ma è stata l’ultima preda. Alla fine della pescata ho rivolto un pensiero ai miei amici Marcello, Mirco e al maestro Mario perchè, causa giustificati motivi familiari e di lavoro non sono potuti venire con me. Pazienza godrò della loro compagnia in un’altra occasione.
Lorenzo

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Orata ….storica

1 Dicembre 2010

Orata

Orte (località nei pressi di Otranto)

Potrei fare la cronistoria della pescata ma….. onestamente non ho molto da dire. Di pesce quasi nemmeno l’ombra. Potevo sparare due murene ma l’istinto naturalista è prevalso su quello venatorio.
E’ stato giusto così. Alla fine sono stato premiato con una preda inaspettata e con una serie di  situazioni e comportamenti imprevedibili  che un’orata di quella dimensione (Peso netto: Kg. 3,6; lunghezza: cm. 70) non fa mai.
Chissà quanti marameo ha fatto a pescatori come noi. Sta di fatto che il colpo di fortuna è toccato a me. Mi dispiace solo che, inaspettatamente, aveva ancora la pancia piena di uova. L’unica nota di merito che mi riconosco e la costanza e la determinazione che ho messo pur di andare a pescare (nonostante la distanza e le previsioni non favorevoli e, soprattutto, l’abbandono dei miei amici che nomino!!!!! Mario,  Marcello e Mirco).
Per quest’anno ho finito di pescare (in bellezza).

Lorenzo

Una domenica … bestiale

3 Ottobre 2010

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San Cataldo
Domenica 3 ottobre è stato il coronamento di un fine settimana meraviglioso per il Salento. Già da venerdì infatti, nonostante qualche piovasco a metà giornata, il mare era calmo e placido come non è facile vedere qui da noi (Salentu …lu sule ..lu mare… lu ientu) e già un dentice di circa 3 Kg (pescato con un tombarello innescato vivo prestato gentilmente dal … presidente), aveva onorato la nostra barca.
Sabato poi la giornata  “estiva”, con sole cocente e mare piatto lasciava presagire una domenica “bestiale”. E difatti così è stato, dopo una bellissima e calda giornata di sole, questa bella “bestiolina” ha pensato bene di venirci a trovare in barca.
portami via

Il giudice…

19 Settembre 2010

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Casalabate

durante lo svolgimento di una gara di pesca (sub), una barca giuria fino al momento poco impegnata, ha pensato bene di dedicarsi ad altra attività più redditizia. E’ così, il noto “trafficante” di esche e attrezzature da pesca, un tale “Raff…(io)” da Trepuzzi, si è ritrovato a combattere una bella ricciola dal peso incerto ma certamente superiore ai 15 Kg (perché superava la portata della bilancia). Qui sono immortalate (a futura memoria e ad onta di ogni possibile smentita), le fasi salienti della cattura.

Bellu…. fortuna.

barbas
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Luna Rossa

10 Settembre 2010

Orata
San Cataldo

Il simpatico”scannettista” noto come “luna rossa”, invia questa foto di una orata mostruosa, dal peso dichiarato di 7 Kg. catturata con il palamito nelle vicinanze di San Cataldo, la marina leccese. Racconta il nostro amico, ancora con evidente emozione, che mentre salpava l’attrezzo, ad una profondità di oltre 25 m. si vedeva già un balenare inconfondibile di pesce di taglia. In un primo tempo aveva pensato ad un denticione, ma dalle testate decise e continue, iniziava a pensare che potesse trattarsi di una orata. Certo non immaginava di quella dimensione, che deve essere certamente una delle più grandi mai catturate.
Se qualcuno ci può smentire, si aspettano foto a riguardo.
barbas

Denticione.

22 Marzo 2010

Che …. dentice!
San Cataldo, marzo 2010
Il dentice pesa circa 10 Kg. altre notizie sono scarse e… riservate, ma tanto basta.
portami via

Spinning “polare”

15 Febbraio 2010

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L’amico Alessandro si sta dando da fare e come logicamente succede il mare lo ha premiato:
La spigolona di oltre 9 Kg. è stata pescata  lungo le nostre coste adriatiche, con canna Daiwa Osprey e come artificiale un minnow leggermente affondante.

Questa volta è O.K.

30 Settembre 2009

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Torre Chianca

L’ultima volta era andata maluccio, visto che le ricciole ringraziavano per i tombarelli gentilmente offerti dalla ditta e, un po’ scortesemente salutavano con uno sberleffo. Oggi la giornata sembra perfetta, previsioni di NW 2, sole e mare calmo. Infatti, siamo in acqua, Franco, Tonino e il sottoscritto come ospite portafortuna (visti i precedenti) già dalle 7,30. Il primo tombarello muore subito, il secondo non capiamo se lo scippano e se lo perdiamo urtando un ostacolo, il terzo, pescato molto lontano dal luogo magico, lo rianimiamo amorevolmente e, a velocità degna di un 118, voliamo al punto X. Al primo passaggio, proprio sotto gli occhi benevolmente invidiosi di alcuni amici a pesca nello stesso luogo, la canna flette e la cicala del mulinello inietta l’adrenalina tipica dello strike. Franco corre alla canna e ferra con decisione, è pesce, e tira forte. Il combattimento è emozionante, la ricciola combatte con tenacia, ma questa volta non ha scampo, l’innesco era perfetto e tutti e tre gli ami sono nella gola della malcapitata. Dopo dieci minuti di lotta, con un colpo da perfetto “mate” raffio la ricciola ed’é a bordo, fra le urla di gioia e le pacche sulle spalle. Al peso registra poco più di 10 Kg, non è enorme, ma a noi sembra una bella bestia, che onorerà la nostra tavola e quella di qualche amico. Il presentimento della giornata si è dimostrato esatto e lo sfilettatore è stato molto utile, così come la macchina fotografica. Alla prossima.

Le lampughe

26 Settembre 2009

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Sabato la giornata si presenta grigia, ma visto che è tanto che non usciamo a pesca, decidiamo di partire subito e pranzare con un panino in barca. Appena arrivati qualche lampuga ci viene a fare visita per allietarci con i loro salti e i loro combattimenti, che effettuati con cannette leggere sono molto divertenti (per noi, almeno). Qualche bell’esemplare si slama, uno addirittura rompe lo 0,28 extra che arma i mulinelli. Alla fine ne abbiamo solo 4, ma tre sono di bella taglia e a noi basta così. La cena è assicurata ed il divertimento pure.

Mastro Orata?

21 Agosto 2009

San Foca


Provo a raccontare alcuni giorni di vacanze di pesca nel Salento. Si tratta di tre uscite  a pesca subacquea nel litorale adriatico  intorno al porto di San Foca, - dal 10 al 14 agosto - in compagnia del mio più fidato “pard” Marcello.

fraume.jpg1° giorno – dopo alcuni tentativi sui fondali prospicienti  il porto turistico, in direzione Nord, rientriamo in porto senza prede anche a causa di una fortissima e inusuale corrente da sud che non ci permette di effettuare correttamente n’è aspetti n’è agguati.

 

2° giorno – ci spingiamo ancora più a Nord, su fondali di 6/8 mt circa. Il posto è noto e mentre io “perdo” 5 pesci, tutti colpiti ma non “insagolati”  (tra cui 3 triglie belle grandi di cui sono ghiottisssimo), ne porto a casa 3, di dimensioni discrete (si tratta di saraghi), bastevoli per un assaggio arrosto e 2 polpi. Il mio compagno Marcello invece si destreggia  con alcune belle triglie (che invidia), buoni saraghi e i soliti polpi, da cui il soprannome “mastropolpo”.

 

 3° giorno – la giornata si presenta bellissima e il mare piatto. Decidiamo allora di tornare sul posto della scorsa volta. Per me, al primo aspetto si presenta l’occasione di un bel denticiotto, che però arriva dalla parte in cui non ero molto coperto e si mantiene fuori tiro.  Dopo aver spadellato 2 triglie - ‘ngarbate -, insagolo un saragotto. Intanto il mare si increspa leggermente. decidiamo di riavvicinarci al porto e proviamo un posto nuovo sulla via del ritorno. Il posto sembrava invitante, ma invece appare deserto. provo un aspetto ma non si presenta niente. Mentre stavo per risalire, mi accorgo che da uno scoglio poco lontano spunta una coda enorme, mi rigiro e mi avvicino quanto più posso. Sparo e colpisco con precisione (era fermo), ma non succede niente, tutto fermo, immobile. Mi chiedo se quel pesce fosse vivo, ma quando provo a prendere l’asta in mano, si scatena il finimondo. Il pesce si “qualifica come un orata di poco più di 2 kg, che certamente non ci sta a venire a cena da me. Dopo una breve “colluttazione” la assicuro al portapesci sul pallone. Non sto nella pelle dalla gioia. Immagino già i commenti del mio amico sugli “attributi” necessari per catturare pesci così, ma vorrei ricordare all’ “invidioso” pescatore, che se lui lo chiamano “mastropolpo”, io potrei farmi chiamare “mastro-orata”, visto che tocca sempre a me pescare questi splendidi pesci - a proposito, ricordi quella di 2,4 Kg di tre anni fa?

 

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Comunque a cena ho fatto un figurone con gli ospiti.

Una Leccia a …. Lecce

17 Giugno 2009

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Posto segreto …….

Le ultime uscite sono state  penosamente capottate  per il mare troppo  torbido ..

La compagina  di Ugo la settimana scorsa si è sparpagliata. Come pure la precedente..

Il Doc con Fisio si sono dati in mare tunisino …fanculo a loro!!!

Il Rubbini, altro armatore, si è dato alle acque dolci con una velata scusa di pesca di lavoro … (A provare attrezzature carboniche ..dice lui! Fan culo anche lui…

Trovatomi sguarnito di compagni di pesca,  arriva  con piacere, l’invito di 2 “immigrati” dalle terre del Salento.  Marcello e Lorenzo due amici della provincia di Lecce ormai bolognesi da oltre 40 anni!  

Loro sono abituati una volta al mese a recarsi nella terra natia una volata al mese per tre giorni di pesca. 

I loro bottini  solitamente pullulavano di polpi e addicevano il fatto che se  ci fossi anch’io arricchirei il pescato di saraghi , orate, e dentici.  (ho sempre declinato l’invito xkè ero sicuro di deluderli)

Questa volta, la voglia di pescare o stare in acqua è tanta,   e prima o poi la verità doveva venir fuori!

Quindi?

Alla volta di lunedì sera si parte con il treno da Bologna fino a Lecce.

Sono  alloggiato assieme a Mirco, a casa di Mario il Fratello di Marcello , di un ospitalità squisita!

Al mattino di martedì alle 11 si è in acqua! Io parto per la solita battuta sottocosta a striscia panza in cui constato,   nelle prossime 3 ore di agguati,  che di pesce non ne gira una mazza,!! E quei pochi di taglia scarsa sono di un diffidente impressionante. tranne un povero polpo che mi  è comparso davati al naso mentre facevo un aspetto; Lui mi  ha fatto cagare nella muta e io l’ho invitato a cena.

 Finchè non trovo una zona in cui gira qualche denticiotto.  Non riesco ancora a compensare adeguatamente per i 15 metri in cui si trovano , quindi parcheggio il pallone per segnare il punto, e vado  a riva a fare i miei lavaggi e inalazioni per sbloccare le tube.  Mentre mi reco sottocosta raccolgo un polpo, poi un altro ancora, e così per un paio d’ore fiche mi accorgo di averne troppi in cintura, una decina. 

È  ora di andare a vedere i dentici Giro la punta e vedo una boa a siluro nei pressi della mia …. Credo sia quella di Lorenzo e penso che è stato un pirla a venirmi dietro anziché continuare dalla parte opposta alla mia. Se voleva andare nella mia direzione, bastava diro, andavo io dall’atra parte! Cmq pazienza l’importante che ci sia qualcuno di noi …. Lo vedo eseguire la capovolta, e sto ad osservare a debita distanza … Riemerge dopo 2 minuti abbondanti e vedo il fucile galleggiare a fianco. Mi porto verso di lui e nell’avvicinarmi vedo che ha un dentice di un paio di chili   in asta … Bravo e gli allungo la mano … Ma non era  Lorenzo, è  uno sconosciuto pescatore pneumatici sta, che non gli era fregato niente del mio pallone!! Fanculo anche lui …   

Continuo a pescare per un paio d’ ore e racimolo solo un paio di saraghi  e una salpona e dovrò chiedere a Skillo la ricetta per la pasta …

I miei compagni terminano la pescata con qualche polpo e sarago , e Lorenzo prende anche una bella orata.

 

Il giorno dopo è la volta di Marcello che fa una pescata di tutto rispetto, dopo essersi sobbarcato l’attraversamento di una baia larga un paio di Km . Cattura 5 polpi meravigliosi con 6 saraghi di circa 600 gr una corvina di 700 gr, una mormora vicina al kg e due salpone.

Io e gli altri  quasi cappottiamo  salvati  in angolo da un polpo e due saraghi a testa.

Il terzo giorno …

Decido di abbandonare lo striscia panza, e mi faccio trasportare lungo la costa dalla corrente, effettuando aspetti di circa 1’ e 40’’ su un fondale variabile dai 9 – 16 metri ..

Dalla superficie quasi prendo una grossa palamita  arrivata a insidiare un branco di pesciolini in cui mi trovavo dentro a sbrogliare la sagola del pallone….Poi un paio di saraghi ……..

Poi all’ultimo tuffo, mentre ero in planata e stavo decidendo in che punto terminare la discesa per appostarmi, a ore 11 mi compare una leccia … Ero disteso con il 119 allestito con una coppia di gomme ambra da 20,  puntato a ore 3… Quei pochi secondi che ho impiegato ad allineare  il fucile  sul pesce, sono stati interminabili, di un teso che solo voi mi potete capire … poi ho visto la punta della Gallini sul fianco al centro del  pesce e ho tirato un sospiro di sollievo .. (come si fa a sospirare in apnea a – 14 metri non lo so ).

Il tiro parte e il pesce viene trapassato dall’asta … ma non va in sagola. Si dimena sul posto senza partire ..Ho lesionato la spina dorsale!  Il recupero non ha avuto storie….

Attacco il pesce in cintura … e rimetto in assetto il fucile, l’asta è storta parecchio , cmq la pesca è finita.. metto l’asta a sul fucile e mi accorgo che le gomme sono tirate….. HO SPARATO CON IL PERNO DI RICARICA!!!!!! Se lo vedevo mentre stavo per premere il grilletto sarei morto sicuramente!!!!

Comunque ….. una leccia a Lecce …

Mario

Leccia leccese 2

Che Dentice

4 Aprile 2009

pati.jpgSan Foca (o giù di lì)Il dentice pesa circa 9 Kg.Bello no? Di più non so dirvi.

La prossima volta…

28 Ottobre 2008

Torre Chiancaricciola-slamata.jpg Una bella giornata di ottobre io, Franco ed il Direttore ci dedichiamo alla traina alla ricciola con il vivo. Dopo molte difficoltà riusciamo a catturare un bel tonnetto alletterato che sembra proprio della misura giusta per ingolosire qualche ricciola che transita in zona. Un innesco rapido e perfetto e il tonnetto ritorna guizzante in acqua innescato con tre ami, pronto a vendere cara la pelle. Passa circa mezz’ora e la canna ha un sussulto, poi il cicalino del mulinello canta. Dopo una pronta ferrata il combattimento ha inizio. La splendida ricciola della foto non ci sta proprio a venirci a trovare … come quale ricciola, non la vedete? Beh questa volta in effetti non l’abbiamo vista neppure noi… ma la prossima volta non ci scappa di sicuro.barbas

Che emozione

25 Settembre 2008

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San Cataldo
ieri pomeriggio, approfittando di una bella giornata di fine settembre, decido di provare a fondo con l’artificiale, visto che i tombarelli sembrano svaniti nel nulla. traino per un’oretta senza prendere niente, allora affondo ancora di più con un’altro piombo da 500 g. decicendo di provare su un fondale di circa 13/14 metri che so essere quasi tutto a posidonia. Come al solito, mentre sei assorto nei tuoi pensieri, il cicalino della canna inizia il suo suono “melodioso” e inizio a recuperare. Veramente sembre un grande incaglio. Arrivo con la barca sulla perpendicolare dell’incaglio, e mi accorgo, con sorpresa, che i due piombi sono a bordo, ma ancora non si sblocca niente. Prendo la decisione di forzare, o la va o la spacca, ma sento uno strattone sulla lenza. Allora è pesce, mi dico, e recupero con decisione ma senza forzare. La lenza sembra cedere quasi di schianto e penso di aver “rotto”, ma per fortuna sento ancora pesante e strattonare. Finalmente sale LUI, un dentice di appena oltre i 2 Kg, tutto ricoperto di poseidonia. Uno spettacolo davvero insolito, ma bellissimo.

Ricciole a Brindisi

9 Settembre 2008

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E con immenso piacere che invio foto di una cattura effettuata martedi 9 settembre dove insieme al mio amico Francesco abbiamo portato a paiolo questo splendido pesce di 28 kg dopo circa 40 min di dura e paziente lotta. Tecnica praticata traina col vivo attrezzatura italcanna malindi 12/20 alutecnos 16 lbs caricato con multifibra 40 lbs e terminale composto da15m di a,065 e 4m di 0,60.Un ringraziamento particolare va al mio compagnio di pesca il quale ha manovrato la barca in modo perfetto.
Saluti a tutti Anglergio’

Aguglia Imperiale record

8 Settembre 2008

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Brindisi 7 settembre 2008
Vi volevamo rendere nota la cattura di quella che potrebbe risultare ad oggi la più grossa aguglia imperiale mai catturata con equipaggiamento sportivo. La cattura è avvenuta a 20 miglia circa al largo del porto di Brindisi da parte dell’equipaggio di Magnum con alla canna Fabrizio Cisternino ed al raffio Angelo FontòIl favoloso esemplare dopo essersi esibito in spettacolari salti degni del più famoso fratello marlin (peschiamo abitualmente i tonni di branco con le 20 libbre e ciò ha sicuramente contribuito a rendere il combattimento ancor più spettacolare) è arrivato al raffio dopo una trentina di minuti. Subito comprese le particolari dimensioni della preda abbiamo prontamente verificato il suo peso che ha fatto fermare l’ago della bilancia su un clamoroso 44,7 Kg ed una lunghezza complessiva di ben 193 cm.La cattura è avvenuta alle prime luci della domenica del 7 settembre 2008 con terminale in fluorocarbon e per lure uno zucher bianco azzurro.
Distinti saluti dal  Magnum Team.

Vertical a Otranto

11 Maggio 2008

Otranto
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Da quando io (Gennaro), Dario e Temistocle abbiamo iniziato a pescare con questa tecnica è passato più di un’anno. All’inizio eravamo senza attrezzatura adeguata e soprattutto scettici e convinti al tempo stesso, quindi in una giornata di pesca ci provavamo un quarto d’ora al massimo, ma poi una palamita qua ed una riccioletta là abbiamo incominciato a crederci. Così è iniziata la ricerca spasmodica in rete sulla tecnica, le esche, i mulinelli, le canne, i fili e tutto il resto. I primi jig li abbiamo presi in Australia, on-line dalla demonjig by Steve Badman, per il mulinello abbiamo optato per lo Shimano Torium 20, che qualche tempo fa non era ancora disponibile in Italia, però il nostro amico Raffaele, negoziante di Trepuzzi (LE), lo ha fatto arrivare in breve tempo, mentre per la canna abbiamo scelto italiano con la Superpalamita Italcanna, meravigliosa per questa tecnica. Col passare del tempo aumentava la convinzione e diminuiva lo scetticismo, visto che le ricciolette di 5-6 kg e le palamite dai 3 ai 10 kg salivano anche se il dentice non arrivava. Poi i nostri compagni di pesca per rispetto non ci prendevano molto in giro, ma le battutine su quegli strani movimenti altalenanti e su quanti merluzzi avevamo preso non mancavano. Ma noi siamo cape toste. La vigilia di Pasqua appena passata variamo la barca di Temistocle e ce la prendiamo con molta calma, perché le giornate ormai sono lunghe e Dario era di baby sitter e ci avrebbe raggiunto verso le 12:00. Alle 13:00 si parte senza una meta precisa, poi Temistocle, che aveva dimenticato la sua canna nell’ansia da varo, decide di ritornare su un punto intorno ai 50m, dove una settimana prima Dario aveva allamato una palamitona andata persa per rottura di una girella a cuscinetto di marca nota…, voglio pensare che era lesionata e non ce ne siamo accorti. Dopo qualche discesa dei jig Dario allama un pesce e mentre tenta di infilarsi la canna nella panciera si slama, meno male che non è nostra abitudine bestemmiare. Temistocle freme, ma è senza canna poverino, l’ha dimenticata… Avevamo fatto poche discese ed ha resistito dal chiederci di fargliene fare una e noi, forse, egoisticamente, ne abbiamo fatta qualche altra prima di cedergli la canna. Fatte le sue discese la canna ritorna a me, il Sea Rock da 150gr arriva sul fondo, un paio di giri di manovella e la canna si blocca e vi giuro sentire un pesce che si avventa sul jig è una sensazione che non ha eguali neanche quando stridono i cicalini in altura, perché si sente il primo morso, quando il pesce esprime tutta la sua potenza e si accorge del pericolo. Temistocle non può credere che io non riesca neanche a dire “ce l’ho!” e tutto il combattimento a sua detta lo faccio in apnea. Il primo dentice preso a VJ è a paiolo, la gioia è grande ed i reni mi fanno male, non per lo sforzo, è un pesce da 5 kg non una ricciola da 40, ma per l’adrenalina che hanno pompato. A proposito il mio dito è rosso perché insanguinato, un ricordo del povero dentice che si è preso una piccola soddisfazione. Che denti! E per la cronaca, dopo un po’, ne ho perso un altro per aver tolto la canna troppo presto dall’ascella e cercare di metterla in cintura. Cazziatone da parte di Temistocle che pesca a VJ senza cintura.Un saluto. Gennaro, Dario e Temistocle

Passione palamito 2 … la vendetta

6 Febbraio 2008

San Cataldo

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Orate… che passione. Certo, forse non saranno grandi come qulla di Franco, ma 2 è meglio di 1, o no?

Peppino

Palamito che passione

12 Gennaio 2008

San Foca

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Orate… che passione. In inverno, nelle placide giornate di mare calmo, si possono pescare orate come queste sui bassifondali salentini con la tecnica del palamito. Per la verità è una tecnica un po’ faticosa, ma le soddisfazioni che può regalare sono proprio tante. Oltre le orate, possono allietare la giornata anche dentici ed altri magnifici pesci per la nostra tavola.
Franco